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Cultura e Spettacolo, Letteratura

DOPO IL PERIODO BIANCO E NERO, LA VITA ARTISTICA DI MABEL MORRI PRENDE COLORE

Una recentissima pubblicazione, uno studio sull’illustrazione, commissioni e mostre, scandiscono la vita artistica di una delle più importanti fumettiste italiane Mabel Morri, riminese classe ‘75. Non è difficile comprendere come, anche per lei, le ventiquattro ore giornaliere non siano mai abbastanza. Passa nottate in bianco, ricurva sulle sue tavole e la matita in mano, rinchiusa nel suo studio, il suo mondo, indisturbata. Eppure racconta la sua arte e mostra le sue opere con il sorriso sulle labbra, incurante della stanchezza, gratificata al massimo dal suo lavoro, quasi a testimoniare quanto una passione possa rendere vivi. Nonostante il suo nome sia annoverato tra i 100 disegnatori più importanti degli ultimi trent’anni, non ostenta la sua bravura. Il suo tratto, ormai ben conosciuto, un occhio attento è in grado di ricondurlo alla sua mano. Ha pubblicato su riviste italiane e straniere. Nel 2002 ha vinto il premio Scenario al festival di fumetti di Lucerna in Svizzera per la migliore sceneggiatura e nel 2004 il premio Nuove Strade al Comicon di Napoli. Nello stesso anno è stata pubblicata l’antologia “Vite comuni” per il CFAPaz e nel 2009 è uscito il suo primo romanzo a fumetti “Io e te su Naboo” edito da Kappa, per il quale ha vinto un premio al festival del fumetto di Sarzana in Liguria. Più recentemente va ricordato l’anno appena passato che per Mabel Morri ha segnato un nuovo inizio, grazie soprattutto alla sua partecipazione con due storie a fumetti nell’antologia musicale Tiamottì, edito nel 2010 da Arcana. La neo-pubblicazione le ha dato modo di dare colore ai suoi fumetti, mettendo da parte il suo classico bianco e nero. Tiamottì è una raccolta di storie a fumetti, curata dal giornalista Andrea Provinciali, in cui sette autori hanno interpretato in modo del tutto personale delle canzoni d’amore italiane. Mabel Morri ha lavorato su ben due brani “De Fonseca” degli Offlaga (una storia molto romantica di una separazione di una coppia che si ritrova a dover dividere anche un paio di ciabattine ragalate da un lui alla sua lei) e “La Cura” di Franco Battiato. “Qualche tempo fa Andrea Provinciali e il cantante delgi Offlaga sono stati invitati ad Alza il Volume, programma di Radio3. Il cantante ha parlato di me e della mia storia basata sul loro testo, dicendo che sono riuscita a risolvere la canzone, non usando le parole del brano perchè non si poteva, in maniera molto originale. La prima volta che ho sentito la trasmissione mi sono detta “wow!”; non ti aspetti mai che il tuo lavoro piaccia, anche perchè loro hanno scritto la loro canzone con la loro sensibilità e noi disegnatori abbiamo dovuto interpretare un testo che non ci apparteneva”. Le due storie a cui Mabel Morri ha lavorato non si limitano ad essere i primi suoi fumetti a colori pubblicati: contengono, infatti, del puro simbolismo dettato dall’uso della luce “De Fonseca parte con molta luce per finire in bianco e nero. Si scurisce man mano. La Cura, invece, parte con pochissimi colori per poi arrivare all’ultima tavola quasi del tutto colorata” racconta l’artista. Inevitabile chiederle come sia nata l’idea di diventare una fumettista “E’ una cosa che ho sempre fatto: disegnare, immaginare storie, riscrivere la realtà che non mi piaceva e trasformarla, magari parlando anche di me, a volte inconsciamente. A un certo punto, al Ginnasio, quando mi sono resa conto che disegnavo ai lati dei fogli dei dizionari di latino e greco, ho pensato che qualcosa non andasse, così mi sono iscritta al Liceo Artistico, per poi laurearmi in Psicologia. Ho frequentato la Scuola del Fumetto a Milano dove mi sono specializzata e già prima di presentare la tesi avevo iniziato a lavorare. Arrancavo con le piccole commissioni che mi permettevano di vivere”. Un’artista a tutti gli effetti, contrariamente a chi pensa che un fumettista sia un semplice disegnatore. Un’artista tout court con la giusta e necessaria dose di sensibilità, capace di commuovere i suoi lettori. Domenica 9 gennaio verrà inaugurata “Un nuovo Inizio” la mostra esposta al Wadada fino al 23 gennaio, dove, tra le altre, sarà possibile ammirare le tavole originali de “La Cura”. Circolo Arci Wadada, Via Bertola 52, Rimini. Ingresso riservato ai soci Arci.

[Testata: Corriere Romagna – pagina Cultura&Spettacoli – Data di pubblicazione: 23/01/2011 – Titolo:AL WADADA DI RIMINI TRA STORIA DELL’HIP HOP E FUMETTI ITALIANI – Autore: Nicoletta Cogoni]

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Informazioni su Nicoletta Cogoni

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